"L'ANORESSIA MI OSSESSIONA". ELENA, 20 ANNI, ESCE DALL'OSPEDALE E SI UCCIDE


TORINO - Elena aveva vent'anni e un fardello troppo pesante per il suo corpo trasformato dall'anoressia. Era depressa, e proprio per questo era stata ricoverata in una clinica per cercare di combattere la lunga battaglia che le aveva cambiato la vita. Ma poche ore dopo essere stata dimessa, Elena ha ceduto e si è uccisa lanciandosi dal settimo piano della sua casa, nel quartiere torinese di Madonna di Campagna.

Ieri la tragedia, poco prima delle 16, mentre i genitori stavano riposando. Lei si è avvicinata alla finestra, ha appoggiato una sedia al muro e si è lanciata nel vuoto. Il gesto estremo arriva inaspettato, poiché negli utlimi mesi le terapie mediche sembravano portare benefici, ma evidentemente non stavano guarendo la sofferenza interiore.

Elena non era solo una ragazza malata, ma anche piena di interessi, come la musica e la cultura, ed era in cerca del vero amore, grazie al quale forse avrebbe smesso di soffrire. E invece è morta come la maggior parte degli anoressici: il suicidio, secondo recenti studi, è tra le prime cause di mortalità in chi soffre di disturbi simili. Tutto è cominciato con la voglia di assomigliare a una modella, ma poi da capriccio è diventata un'ossessione, che oltre al rifiuto del cibo l'ha fatta piombare nella più buia disperazione.